La dieta mediterranea

Un patrimonio immateriale sostenibile

La dieta

La dieta mediterranea.

Un patrimonio immateriale sostenibile.

La Dieta Mediterranea è un modello nutrizionale ispirato ai modelli alimentari diffusi in alcuni Paesi del bacino del Mediterraneo riconosciuta dall’UNESCO come bene protetto e inserito nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità nel 2010.

Nel 2012, la Dieta Mediterranea è stata indicata dalla FAO tra i regimi alimentari più sostenibili del pianeta.

Nel 2019, la Dieta Mediterranea viene classificata come la migliore dieta al mondo sui 35 regimi alimentari presi in considerazione dalla prestigiosa rivista U.S. News & World’s Report’s.

Il riconoscimento UNESCO

La Dieta Mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità. Tuttavia, la Dieta Mediterranea (dal greco diaita, o stile di vita) è molto più che un semplice alimento. Essa promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo.

La sua unicità, determinata dalle caratteristiche climatiche e geografiche del bacino del Mediterraneo, ne fanno uno stile di vita decantato nell’ambito degli spazi culturali, delle manifestazioni e dei momenti di aggregazione che la vedono protagonista indiscussa. Tali spazi ed eventi diventano un ricettacolo di gesti all’insegna del riconoscimento e del rispetto reciproco, dell’ospitalità, delle relazioni di buon vicinato, della convivialità, della trasmissione intergenerazionale e del dialogo interculturale. Essi offrono lo spunto per condividere il presente e delineare il futuro. Così facendo, queste comunità ricostruiscono il loro senso di identità, appartenenza e continuità, che le pone nella condizione di riconoscere questo fattore alla stregua di un elemento essenziale del patrimonio culturale immateriale che le accomuna.

Perché il riconoscimento come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità

La valorizzazione in chiave dinamica dell’elemento riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dovrà essere direttamente riferibile a:

  • Rafforzamento del legame sociale, scambio culturale e intergenerazionale per la trasmissione dei valori costituenti l’elemento;
  • Conservazione del paesaggio identitario, delle risorse naturali e delle attività e dei mestieri tradizionali;
  • Contributo al benessere fisico e emozionale e alla creatività;
  • Promozione dell’uguaglianza di genere e riconoscimento delle diversità.

Su tali valori si innesta la sfida di riscoperta del nostro passato, di educazione dei più giovani al benessere fisico ed emozionale, di valorizzazione delle filiere produttive tradizionali, dei servizi ecosistemici, di protezione del paesaggio identitario e delle sue diversità bioculturali.

Inoltre il riconoscimento ha valutato:

  • non solo le sue qualità nutrizionali ma, soprattutto, i valori culturali e sociali che essa sottende,
  • il suo rispetto della biodiversità e la salvaguardia del territorio,
  • i suoi da sempre riconosciuti benefici effetti sulla salute, dovuti alla prevalenza di cibi sani e genuini,
  • le sue dinamiche evolutive: da stile di vita a modello di sviluppo sostenibile.

Le regole della dieta mediterranea

La valorizzazione in chiave dinamica dell’elemento riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dovrà essere direttamente riferibile a:

  • Rafforzamento del legame sociale, scambio culturale e intergenerazionale per la trasmissione dei valori costituenti l’elemento;
  • Conservazione del paesaggio identitario, delle risorse naturali e delle attività e dei mestieri tradizionali;
  • Contributo al benessere fisico e emozionale e alla creatività;
  • Promozione dell’uguaglianza di genere e riconoscimento delle diversità.

Su tali valori si innesta la sfida di riscoperta del nostro passato, di educazione dei più giovani al benessere fisico ed emozionale, di valorizzazione delle filiere produttive tradizionali, dei servizi ecosistemici, di protezione del paesaggio identitario e delle sue diversità bioculturali.

Inoltre il riconoscimento ha valutato:

  • non solo le sue qualità nutrizionali ma, soprattutto, i valori culturali e sociali che essa sottende,
  • il suo rispetto della biodiversità e la salvaguardia del territorio,
  • i suoi da sempre riconosciuti benefici effetti sulla salute, dovuti alla prevalenza di cibi sani e genuini,
  • le sue dinamiche evolutive: da stile di vita a modello di sviluppo sostenibile.

La piramide alimentare

La piramide alimentare è la rappresentazione grafica della dieta mediterranea. Si presenta suddivisa in settori orizzontali, nei quali sono inseriti i vari gruppi di alimenti. Il quantitativo dei vari alimenti che si consiglia di consumare è inversamente proporzionale alla posizione occupata, riducendosi gradualmente man mano che si passa dalla base (acqua, frutta e verdura da consumare spesso durante la giornata) alla punta della piramide, dove ci sono gli alimenti da consumare di rado. In questo modo, seguendo le indicazioni consigliate dagli esperti nutrizionisti, si possono fare scelte alimentari qualitativamente e quantitativamente più corrette.

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